LA CASA SUL FILO

suggerimenti per un percorso di educazione antiviolenta

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Corpo aggressività violenza

Età Scuola primaria (secondo ciclo), scuola secondaria inferiore.

Premessa In tutti, in tutte esistono degli impulsi violenti: alcuni esplodono attraverso manifestazioni fisiche ed emotive molto esplicite, altri implodono all’interno della persona. L’aggressività è l’espressione visibile di un vissuto interiore che racchiude varie emozioni (rabbia, tristezza, gelosia, odio, invidia, vergogna...). La capacità da parte dell’adulto e dell’adulta di accoglierla, di contenerla e di orientarla è una fondamentale competenza educativa e preventiva della violenza.

Svolgimento Si propongono di seguito o in diversi momenti alcuni esercizi.

Spingersi A coppie, un maschio e una femmina. Uno sta fermo, l’altra trova un modo per spingerlo senza usare le mani. Si invertono le parti. Poi tutti e due si spingono senza usare le mani.

Tirarsi A coppie, un maschio e una femmina. Uno sta fermo, l’altra lo tira prima ad occhi aperti, poi ad occhi chiusi. Si invertono le parti: chi è tirato si lascia condurre. Poi tutti e due si tirano.

La prova di forza A coppie, un maschio e una femmina. Tenersi per mano e fare stare in contatto il bordo esterno del piede d’appoggio, l’altro piede è libero di muoversi per cercare una posizione di equilibrio mentre l’altra mano è tenuta dietro la schiena e non può essere usata. In questa posizione tirando con la mano e giocando sullo spostamento del peso, ognuna, ognuno deve cercare di fare muovere al compagno o alla compagna il piede d’appoggio.

La lotta In cerchio. Due o tre bambine, bambini alla volta entrano e lottano con un adulto o adulta che è al centro cercando di atterrarlo, atterrarla. Poi lo stesso tra di loro, a coppie o a gruppi di tre.

Dopo ogni esercizio l’insegnante propone alcune domande. Più aperte: Che cosa hai provato nel fare questo esercizio? O più guidate: Quando spingevo l’altra/o sentivo... Quando l’altra/o mi spingeva sentivo... Quando spingevamo tutti e due sentivo... Eccetera. Alle domande, che possono essere consegnate su foglietti prestampati, si chiede di rispondere per iscritto. Successivamente si propongono al gruppo alcune domande che potranno essere differenziate o meglio specificate a seconda dei livelli di età: Negli esercizi che abbiamo fatto vi siete sentite/i aggressivi o violente/i? C’è differenza tra aggressività e violenza? Quale? Avreste voluto fare qualcosa che non avete fatto? Che cosa avreste voluto fare? Come è successo che non lo avete fatto? Si può concludere con una conversazione comune su quanto emerso ed esplicitato attraverso la scrittura.

Obiettivo A partire dall’esperienza corporea stimolare la consapevolezza dei propri vissuti e comportamenti aggressivi e violenti e sperimentarne l’espressione in ambiente protetto.

Fonte Gabriele Pinto, Marina Massa (Gruppo di ricerca Progetto Alla scoperta della differenza).

 

Scherzo o prepotenza?

Età Scuola secondaria inferiore, scuola secondaria superiore (primo biennio).

Premessa Non sempre è possibile generalizzare su ciò che è prepotenza o scherzo, in modo assoluto e per tutti, per tutte. È importante aiutare ragazze e ragazzi a considerare la possibilità che uno scherzo si trasformi, in alcuni casi, in prepotenza e favorire momenti di confronto su episodi di prepotenza a cui hanno assistito o partecipato analizzandone le possibili dinamiche e i comportamenti alternativi.

Svolgimento Si riportano su dei bigliettini alcune situazioni che appartengono alla vita quotidiana di classe o di cui si è a conoscenza (naturalmente in modo traslato). Ogni ragazzo o ragazza sceglierà a caso un biglietto e dovrà dire, dopo averla letta ad alta voce, se la situazione raccontata rappresenta uno scherzo o una prepotenza. Esempi:
Un ragazzo prende lo zaino a un altro e inizia a scrivere commenti sul suo diario...
Un gruppo di ragazze diffonde il pettegolezzo che una compagna “ci sta” coi ragazzi...
Una ragazza viene sempre esclusa dal gruppo...
In classe una ragazza viene battezzata “puffetta” per la sua altezza...
Un gruppo di ragazzi chiede sempre soldi ai compagni...

Obiettivo Acquisire una maggiore consapevolezza di ciò che per l’altro/a rappresenta una prepotenza. Favorire una buona relazione e uno scambio di esperienze ponendo una particolare attenzione al punto di vista dell’altro, dell’altra.

Fonte Alessandra Campani (Associazione Nondasola).

 

Gli attori della violenza

Età Scuola secondaria inferiore (terzo anno), scuola secondaria superiore (primo biennio).

Premessa Aiutare ragazzi e ragazze a individuare i diversi attori e i diversi punti di vista in una situazione di violenza: essere vittima, agire prepotenza, essere osservatore o osservatrice.

Svolgimento Si scelga un episodio di violenza/prepotenza direttamente vissuto o proposto da filmati, testi narrativi, ecc. Una volta individuato l’episodio è possibile drammatizzarlo o ri-raccontarlo assegnando a ragazzi e ragazze una parte. È possibile lavorare in piccoli gruppi con la discussione in plenaria o in grande gruppo con l’insegnante che guida la simulazione o l’intervista-racconto facendo intervenire a turno ragazzi e ragazze con commenti o riflessioni. I punti di attenzione, sia in un caso che nell’altro, possono essere i seguenti: Cosa si prova quando si fanno o si subiscono prepotenze? Quali le conseguenze? Quali alternative? Quale ruolo ha chi osserva?

Obiettivo Favorire la riflessione su motivazioni e conseguenze della violenza interpersonale subita, esercitata, assistita.

Fonte Alessandra Campani (Associazione Nondasola).